Azienda

VCB Securitas ha deciso, con delibera del Consiglio di Amministrazione del 3 Luglio 2017, l'implementazione del Modello di Organizzazione e Gestione, ai sensi del D. Lgs. 8 Giugno 2001, n. 231

 “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”.

Introduzione

Occorre preliminarmente precisare che il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, emanato in attuazione all’art. 11 della legge delega n. 300 del 2000, risponde alla volontà di introdurre un modello di responsabilità che sanzioni gli enti (società, associazioni, …) per le azioni/omissioni penalmente rilevanti indicate nel decreto medesimo, poste in essere dal personale dell’ente nell’interesse o a vantaggio dell’ente medesimo. L’elenco dei reati rilevanti ai sensi del D. Lgs. 231/2001, comprendente, tra gli altri, reati contro la Pubblica Amministrazione, reati societari, criminalità informatica, reati transnazionali, riciclaggio, è in costante ampliamento e ad oggi, di particolare interesse, sono da ritenersi gli illeciti previsti per la violazione delle norme in ambito di Igiene e Sicurezza sul Lavoro (D. Lgs. 81/2008) nonché quelli previsti in materia di tutela ambientale (D. Lgs 152/2006).

La norma, pur non ponendo vincoli obbligatori, indica, nella redazione e corretta attuazione dei contenuti del Modello di organizzazione e gestione, l’unico valido strumento per escludere qualsivoglia responsabilità amministrativa degli enti per gli illeciti commessi dal personale, apicale o subalterno, indistintamente dal ruolo ricoperto all’interno della Azienda. 

Si precisa, peraltro, che la norma, qualora si accerti una responsabilità amministrativa dell’ente, prevede sanzioni pecuniarie, anche di rilevante entità, nonché misure interdittive, che possono determinare anche l’interdizione, temporaneo o, nei casi più gravi, definitiva, dall’esercizio dell’attività di impresa.

Ai fini di un adeguato impianto preventivo volto ad evitare di incorrere nella responsabilità amministrativa degli enti, è stato predisposto il Modello di organizzazione e gestione, ovvero un insieme di procedure interne volte ad evitare di incorrere in condotte di reato, quali quelle previste dal D. Lgs. 231/2001. Inoltre è stato programmato lo svolgimento di attività formativa specifica per consentire a tutto il personale di conoscere i contenuti e le previsioni del Modello di organizzazione e gestione e della relativa normativa. Si è costituito un Organismo di Vigilanza (collegiale) che verifica, con interventi periodici, il rispetto dei contenuti del Modello di organizzazione e gestione all’interno della realtà societaria.

Obbiettivi

Lo scopo principale che l’intervento si prefigge di ottenere è la realizzazione di un Modello di organizzazione e gestione a tutela della legalità dell’agire d’impresa nonché del patrimonio aziendale e, quindi, dei soci.

A tal fine, si è proceduto alla redazione del Modello di organizzazione e gestione in materia di D. Lgs. 231/2001, che VCB Securitas ha approvato e che sarà, quindi, vincolante. In tal modo, sarà possibile ottenere un’uniformità di disciplina dei medesimi processi decisionali ed operativi rilevanti ai fini del citato Decreto e, contestualmente, una maggiore efficacia della funzione preventiva, data appunto dalla sinergica applicazione di norme omogenee.

Un ruolo di rilievo per la definizione delle nuove disposizioni procedurali, come sinteticamente indicato in oggetto, sarà svolto dal “Codice Etico”, allegato al Modello di organizzazione e gestione redatto.

Organismo di Vigilanza (OdV)

L’Organismo di Vigilanza (di seguito: OdV) è quel collegio in grado di applicare tutte le verifiche ed i controlli relativi alla corretta attuazione del Modello Organizzativo. In estrema sintesi, i diversi componenti del Collegio sono dotati dell’autonomia necessaria, e si auspica anche delle competenze, per verificare le procedure ed i protocolli di ciascuna business unit. In concreto, l’attività si esplica – di regola – in quattro incontri l’anno (salvo esigenze ovvero urgenze particolari) nel corso dei quali si “intervista” il responsabile di funzione chiedendo, al medesimo, evidenza sul rispetto delle procedure. Non solo, tali verifiche, organizzate con spirito profondamente collaborativo, risultano essere uno strumento utile e necessario per apportare tutte le migliorie utili a garantire la trasparenza e la celerità dei diversi processi aziendali.

Ciascun membro dell’OdV oltre all’autonomia assoluta avoca a sé tutte le responsabilità civili e penale per qualsivoglia omissione nella propria attività divenendo, di fatto, un ulteriore strumento di controllo e garanzia in capo all’Ente. 

L’OdV è dotato di un proprio regolamento comprendente anche i principi etici e deve risultare un veicolo diretto di comunicazione con il Consiglio di Amministrazione (che incontra una volta l’anno nel corso della presentazione della propria relazione), ovvero uno strumento di confronto con il board.

Infatti, lo scopo principale dell’attività di membro dell’Organismo di Vigilanza è quella di realizzare un “sistema” di verifica e controllo in grado di regolamentare, disciplinare e programmare attività di auditinterne suddivise per funzioni. Tali verifiche si concretizzeranno in un minimo di 4 (quattro) incontri nell’anno solare salvo diverse urgenze o necessità. 

L’OdV di VCB Securitas ha natura pluripersonale ed è composto attualmente da tre membri:

  • Avv. Vera Cantoni - Presidente;
  • Avv. Matteo Alessandro Pagani;
  • Dott. Cesare Tagliapietra.

È stato istituito un indirizzo e-mail odv@vcbsecuritas.it che costituisce il canale di comunicazione ufficiale verso l'OdV.

Codice Etico

VCB Securitas, nell’ambito della propria attività statutaria, ha ritenuto di adottare ai sensi del D. Lgs. 8 giugno 2001 n. 231, il Codice Etico.

VCB Securitas, allo scopo di definire i valori di riferimento della propria attività imprenditoriale, definisce il Codice Etico, che deve guidare, sia in Italia che all’estero, le scelte aziendali di tutti i Destinatari, come nel codice individuati.

A tal fine, all’interno di ogni rapporto contrattuale deve essere previsto specifico rimando ai contenuti del Codice Etico, unitamente alle previsioni del Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001, al fine di indurre le controparti contrattuali all’osservanza delle previsioni ivi contenute. 

Formazione aziendale in ambito di D. Lgs. 231/2001

Un elemento di primaria importanza, in ambito di D. Lgs. 231/01, risulta essere la specifica formazione degli organi apicali e dei lavoratori in generale. La formazione seppure non espressamente indicata nel D. Lgs. 231/01, è ribadita dalle linee guida Confindustria quale elemento indispensabile per garantire l’efficace attuazione del Modello ed il suo esatto recepimento.

Le stesse linee guida distinguono la comunicazione al personale dalla formazione:

  • Con riferimento alla prima (comunicazione), Confindustria ne identifica l’oggetto specificando come “essa deve riguardare ovviamente il codice etico ma anche gli altri strumenti quali i poteri autorizzativi, le linee di dipendenza gerarchica, le procedure, i flussi di informazione e tutto quanto contribuisca a dare trasparenza nell’operare quotidiano” e le caratteristiche, precisando che “la comunicazione deve essere: capillare, efficace, autorevole (cioè emessa da un livello adeguato), chiara e dettagliata, periodicamente ripetuta”
  • Con riferimento, poi, alla formazione, Confidustria ritiene di dover sviluppare “ un adeguato programma di formazione rivolto al personale delle aree a rischio, appropriatamente tarato in funzione dei livelli dei destinatari, che illustri le ragioni di opportunità, oltre che giuridiche, che ispirano le regole e la loro portata concreta”


Il compito della formazione (quale specifico protocollo costituente il Modello) è “quello di assicurare una adeguata conoscenza, comprensione ed applicazione del modello da parte dei dipendenti e dei dirigenti”. A tal fine, la formazione deve essere differenziata “a seconda che la stessa si rivolga ai dipendenti nella loro generalità, ai dipendenti che operino in specifiche aree di rischio, all’organo di vigilanza ed ai preposti al controllo interno”; il Modello deve inoltre prevedere “il contenuto dei corsi, la loro frequenza, l’obbligatorietà della partecipazione ai programmi di formazione” e opportuni “controlli di frequenza e di qualità sul contenuto dei programmi di formazione”.

SCARICA IL MODELLO ORGANIZZATIVO Decreto Legislativo 8 Giugno 2001, n. 231

SCARICA IL CODICE ETICO

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